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Titanic torna in 3D

Credit: 20 Century Fox
C’è un’intera generazione che non ha visto Titanic al cinema. Io “per fortuna” ho fatto parte di quella che invece ha potuto vivere sul grande schermo la triste e romantica storia d’amore di Jack e Rose. Dico per fortuna perché piaccia o no, il film di James Cameron ha segnato un’epoca. Effetti speciali imponenti, un budget per realizzarlo di 285 milioni di dollari (di cui uno solo è stato utilizzato per realizzare il piano sequenza di 30 secondi che vede Di Caprio e Danny Tucci attraversare l’intera nave), undici premi oscar vinti e un record di incassi rimasto imbattuto fino a due anni fa, quando un altro film di Cameron (Avatar) gli ha sottratto lo scettro di film con il maggiore incasso nella storia del cinema.

E sicuramente Titanic ha segnato la mia vita. La locandina del kolossal di Cameron è stata la prima che ho comprato della mia collezione, l’inizio forse di quella che anni dopo è diventata la mia passione: il cinema. Non so quante volte ho rivisto in tv, non le ho mai contate. Né voglio farlo perché potrei vergognarmi della cifra che ne verrebbe fuori, però ogni volta c’è qualcosa che mi attrae in quei fotogrammi. Forse è la tragedia stessa dello sfortunato transatlantico, lo sprofondare negli abissi marini di quella che doveva essere il simbolo della magnificenza e onnipotenza umana e che è poi passata alla storia come un grande fallimento. E’ il fascino un po’ perverso del dramma che attrae il pubblico tanto al cinema, quanto in tv e nella vita reale (e le cartoline con il relitto della Concordia ne sono un esempio molto poco edificante.

Della storia d’amore tra il pittore squattrinato Jack e la bella ereditiera Rose ormai conosciamo tutto, ogni scena, ogni battuta dal “Salti tu, salto io” a “Sono il re del mondo!”, urlata da Jack sulla prua del transatlantico e presa in prestito da Cameron nel suo discorso di ringraziamento all’Oscar. Ma come ho detto prima c’è un’intera, forse due, generazione di ragazzi, a non aver mai ammirato sul grande schermo la potenza visiva di questo film. Accadrà il 6 aprile, quando in contemporanea mondiale e a pochi giorni dal centenario del naufragio, Titanic tornerà in sala in una inedita e spettacolare veste tridimensionale. Titanic è stato infatti sottoposto ad un lungo e meticoloso processo di rimasterizzazione e conversione in 3D, a cui hanno preso parte circa 300 esperti di computer grafica, per un costo che si aggira attorno ai 18 milioni di dollari. Nessun fotogramma è stato corretto e anche il più piccolo errore, visibile solo all’occhio ipercritico e perfezionista del suo creatore, è rimasto nella copia che verrà distribuita al cinema. Chi si aspettava un nuovo director’s cut, magari con un finale diverso, resterà deluso: Titanic è uguale al 100% al film che abbiamo visto nel 1997. Ma di sicuro la terza dimensione riuscirà ad amplificare l’impatto emotivo originale del film rendendo la sua visione tanto per i neofiti, che per i nostalgici un’esperienza unica ed irripetibile.

Il sogno ricomincia.
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