L’amore per il cinema delle origini. Nell’era del 3D, degli effetti speciali, e dell’alta definizione, non vince solo un film muto e in bianco e nero, ma un’ idea tanto semplice quanto raffinata di celebrare gli albori di un’arte che ieri come oggi ci avvolge con quella sua irresistibile magia.
The Artist e
Hugo, non sono stati solo i due principali contenders di questa 84esima edizione della notte delle stelle, ma le due facce di uno stesso atto d’amore che guarda indietro, al passato.
The Artist con quella sua sensibilità tutta europea e quello stile retrò, rende omaggio al grande cinema classico americano degli anni ’20, un cinema puro fatto di sguardi, silenzi e gesti; e Hugo, un omaggio al contrario, che usa il massimo della modernità tecnologica di Hollywood per ripercorrere nostalgicamente i fasti di quel cinema visionario e immaginifico che ha nel francese Georges Méliès il suo inventore. Due percorsi diversi, eppure simili nella loro essenza di celebrazione autoreferenziale. Potevano e dovevano vincere entrambi. E così è stato. Senza tradire le previsioni della vigilia, i più nominati The Artist e Hugo si spartiscono gran parte dei premi. Tutti e due si portano a casa cinque statuette. Il film di Hazanavicius vince nella categoria miglior film, regia, attore protagonista, costumi e colonna sonora, Hugo Cabret trionfa nelle categorie più tecniche: montaggio, missaggio sonoro, effetti speciali, fotografia e scenografia (unica grande soddisfazione per l’Italia con la doppia statuetta a Ferretti-Lo Schiavo). E qui apro una parentesi. C’è una tendenza diffusa a considerare i premi “tecnici” come secondari. Il cinema non è fatto solo di sceneggiature scritte, attori che recitano, registi che dirigono, e produttori che finanziano. Il cinema è fatto anche di chi rimane dietro a quello che noi vediamo sul grande schermo, ma il cui contributo è determinante e spesso poco riconosciuto. Per questo non mi sento di considerare Hugo come il “grande sconfitto” della serata. Con cinque statuette per uno, per me hanno vinto entrambi.
Del resto, in una serata condotta da un Billy Crystal non al top - tanto da farmi rimpiangere la coppia Anne Hathaway – James Franco -, non si avvertiva suspence. Le scelte sono state scontate e prevedibili. I premi non si sono discostati molto da quelli dei Golden Globes. Uniche sorprese L’Oscar al montaggio per Millennium: Uomini che odiano le donne e l’Oscar alla migliore sceneggiatura assegnato a Midnight in Paris di Woody Allen. Ad annunciarlo una statuaria Angelina Jolie che dall’alto del suo spacco vertiginoso ha offerto al pubblico una scena cult che non ha mancato di suscitare paragoni con l’ormai nota farfallina di Belen. In una serata dove la noia e la lentezza l’hanno fatta da padrone in più di un’occasione (a proposito un GRAZIE ad Emma Stone e Christopher Plummer per averci provato a regalare un po’ di brio), non sono mancati dei momenti che lasceranno il segno nella storia. Le lacrime di Octavia Spencer (migliore attrice non protagonista per The Help), le “mie” lacrime quando Colin Firth pronuncia il nome di Meryl Streep, record woman con le sue 17 nomination che strappa una meritata standing ovation per la sua terza statuetta vinta come migliore attrice protagonista in The Iron Lady; la tenerezza di Christopher Plummer che con i suoi 82 anni è entrato nel guinness dei primati diventando l’attore più anziano a vincere un Oscar, ed infine il discorso di Asghar Farhadi, il regista di A Separation, primo film iraniano a vincere un Oscar e per di più in un momento di forti tensione internazionale fra il suo paese e gli Stati Uniti.
TUTTI I PREMI
MIGLIOR FILM: The Artist
MIGLIOR REGISTA: Michel Hazanavicius (The Artist)
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA: Jean Dujardin (The Artist)
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA: Meryl Streep (The Iron Lady)
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA: Christopher Plummer (Beginners)
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Octavia Spencer (The Help)
MIGLIOR FILM STRANIERO: Una separazione di Asghar Farhadi (Iran)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE: Rango
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Woody Allen - Midnight In Paris
SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Alexander Payne, Nat Faxon, Jim Rash - Paradiso amaro
MIGLIOR COLONNA SONORA: Ludovic Bource - The Artist
MIGLIOR CANZONE: Bret McKenzie ("Man or Muppet") - I Muppet
MIGLIOR FOTOGRAFIA: Robert Richardson - Hugo Cabret
MIGLIOR MONTAGGIO: Angus Wall, Kirk Baxter - Millennium - Uomini che odiano le donne
MIGLIOR SCENOGRAFIA: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo - Hugo Cabret
MIGLIORI COSTUMI: Mark Bridges - The Artist
MIGLIOR TRUCCO: Mark Coulier - The Iron Lady
MIGLIOR SONORO: Philip Stockton e Eugene Gearty - Hugo Cabret
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO: Tom Fleishman e John Midgley Hugo Cabret
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossmann e Alex Henning - Hugo Cabret
MIGLIOR DOCUMENTARIO: Undefeated di TJ Martin, Dan Lindsay e Richard Middlemas
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTOMETRAGGIO: Saving Face di regia di Daniel Junge e Sharmeen Obaid-Chinoy
MIGLIOR CORTO ANIMATO: The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore (2011): William Joyce, Brandon Oldenburg
MIGLIOR CORTO LIVE ACTION: The Shore: Terry George e Oorlagh George
OSCAR ALLA CARRIERA: James Earl Jones e Dick Smith
0 commenti:
Posta un commento