Cinema

[Cinema][bsummary]

Televisione

[Televisione][bsummary]

Benvenuti al Nord, la recensione

Credit: Marina Alessi/Photomovie
Quando La Bella Gigogin incontra Funiculì Funiculà ne viene fuori Benvenuti al Nord. A due anni di distanza dal riuscitissimo remake italiano del francese Bienvenue chez les Ch’tis, Claudio Bisio e Alessandro Siani tornano ad unire l’Italia con un sequel (uscito il 18 gennaio distribuito da Medusa) che promette lo stesso mix di risate, gag ed equivoci di Benvenuti al Sud, ma questa volta nel mirino ci sono vizi e virtù che si annidano all’ombra della Madonnina.

Sono passati due anni, a Castellabate Mattia (Alessandro Siani) è sposato con Maria (Valentina Lodovini), ha un figlio di nome Edinson (in onore al bomber del Napoli Cavani), continua a vivere da mammà (Nunzia Schiano), e  sola parola “mutuo” gli fa venir meno il respiro. Stanca di avere al suo fianco un uomo immaturo e irresponsabile, Maria lo lascia. Per aiutare l’amico, gli ingenui Costabile grande (Giacomo Rizzo) e Costabile piccolo (Nando Paone) lo faranno trasferire a Milano nell’ufficio del loro ex direttore. Al Nord, anche Alberto (Claudio Bisio) è in crisi con la consorte. Ora che è finalmente riuscita a trasferirsi in città, Silvia (Angela Finocchiaro) la detesta e non vede l’ora di trascorrere il weekend nella loro nuova casa in montagna. Dal canto suo, Alberto è totalmente assorbito dal nuovo progetto delle poste E.R.P.E.S (acronimo di efficienza, rapidità, puntualità, energia, sorriso) voluto dal suo terribile capo Palmisan (la new entry Paolo Rossi). L’impatto dell’indolente postino del sud con i frenetici ritmi lavorativi della grande città sarà terribile. Arrivato con passaporto e giubbotto fendinebbia, il ciclone Mattia travolgerà ancora una volta la vita dell’amico Alberto. Mollati dalle rispettive mogli, ognuno troverà nell’altro la spinta per correggere la rotta delle proprie vite, e se Mattia imparerà da Alberto a prendersi finalmente le proprie responsabilità, Alberto ritroverà grazie all’amico il gusto di godersi la vita.

Non è mai facile confezionare un sequel all’altezza del primo film. Soprattutto quando – come in questo caso – si viene da un enorme ed inaspettato successo. Forte di un soggetto e una sceneggiatura al 100% italiana (a cui ha collaborato Fabio Bonifacci subentrato a Massimiliano Gaudioso), Luca Miniero punta tutto sulla carta del seguito a location geografiche invertite giocando di nuovo sui luoghi comuni e le differenze culturali che da sempre dividono Nord e Sud del paese. Il risultato? Non è come l’originale, ovvio. E non perché il film manchi di qualità, anzi. Per convenienza, anche economica, Benvenuti al Nord viene etichettato come “sequel”, ma la realtà è che si tratta quasi di un film autonomo, meno fresco e poetico del primo forse, ma a grandi tratti assolutamente godibile. Detto questo, dopo la prima mezzora di film in cui ci si può sentire un po’ spaesati, i meccanismi comici iniziano a decollare e si ride, parecchio anche. La verità è che si continua a ridere del Sud. Non sono tanto gli stereotipi settentrionali a divertire - perché come sentenzia la mamma di Mattia “Quelle sul sud sono fesserie, ma quelle sul nord sono verità” - , quanto quel senso di inadeguatezza quasi “comico” di Mattia catapultato in una città frenetica e ossessionata dall’efficienza, alle prese con sushi, aperitivi e mastini napoletani vendutisi al nemico, un pianeta alieno agli occhi del postino di Castellabate, dove per una cena tra colleghi devi prendere appuntamento un mese prima, dove anche un incontro a due si chiama riunione, e dove per prendere un caffè al bar puoi scegliere fra 12 tipi diversi. Ma anche il freddo e ostile nord è capace di slanci di umanità che non lo rendono poi tanto lontano dal Sud, se non geograficamente. Nel primo film il tema era il capovolgimento dei pregiudizi, qui si va oltre: la vera parola d’ordine è infatti unione. “O’ Nord e o’ Sud anna sta assieme”, diceva Scapece. E così fanno Mattia e Alberto che dall’incontro-scontro dei loro diversi modi di vivere ne escono arricchiti, ognuno degli aspetti migliori dell’altro.

Comunque, non tutto fila per il verso giusto. Tra tanti pregi qualche difetto ci sta. Lo spunto narrativo delle mogli che abbandonano i mariti non è una trovata geniale e Siani sembra adattarsi troppo velocemente allo stile di vita del Nord. Se alcune gag sembrano genuinamente divertenti (come lo spassoso e incomprensibile duetto tra Erminia e Scapece) altre sembrano un po’ troppo forzate e rasentano la farsa, come l’arrivo dei Napoletani a Milano con moka gigante al seguito. E anche la “finta” sceneggiata, che ricalca quella ben più riuscita del primo film, poteva essere giocata meglio. Nel complesso però Benvenuti al Nord riesce - ed è il pregio di poche commedie - , a mantenere il giusto equilibro tra divertimento e riflessione, ed è forse questo che vuole il pubblico che già al primo giorno di programmazione l’ha premiato con un incasso vicino al milione e mezzo di euro. E se il buongiorno si vede dal mattino, c’è già odore di successo.
Posta Un Commento
  • Blogger Commenta usando Blogger
  • Facebook Commenta usando Facebook
  • Disqus Commenta usando Disqus

Nessun commento :


eventi

[Eventi][bsummary]

personaggi

[Personaggi][threecolumns]

interviste

[Recensioni][bsummary]

recensioni

[Recensioni][twocolumns]