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La Kryptonite nella borsa, recensione

Credit: Indigo Film

"Questa è una storia che parla di un supereroe, di una famiglia e di un bambino con gli occhiali, ma non è una storia sull'infanzia. E' una storia sull'amore", ci dice una voce over all’inizio del film. L’amore che, nonostante tutto, regna nella scombinata famiglia di Peppino Sansone (Luigi Catani), un bambino di nove anni, riccioli neri e grandi occhiali attorno al quale gravita un universo di storie e personaggi strambi ma che ti conquistano subito.



C’è la mamma Rosaria (Valeria Golino) che si è chiusa in un mutismo incomprensibile perché il marito Antonio (Luca Zingaretti), un padre tanto affettuoso quanto infantile, la tradisce usando come alcova la loro fiat 500. E poi ci sono i zii a cui Peppino verrà affidato per “svagarsi”, Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo), i fricchettoni della famiglia che sognano un biglietto di sola andata per Londra; c’è lo zio super-intelligente (Gennaro Cuomo) che da cinque anni studia lo stesso libro (“E’ il primo esame e ci tengo a fare bella figura”, spiega al nipote); e poi c’è lo psicanalista Matarrese (Fabrizio Gifuni) che farà perdere la testa a mamma Rosaria; Assunta (Monica Nappo), l’amica bruttina della madre che costringe Peppino a stare ore sugli scogli di Mergellina anche quando piove, per trovarsi un uomo ricco da sposare, ma soprattutto c’è Gennaro (Vincenzo Nemolato), il cugino di Peppino che si crede Superman e si aggira per il quartiere con tanto di mantellina rosa a cercare la mortale kryptonite verde. Quando però Gennaro muore, la realtà di Peppino subisce una svolta inaspettata e nella fantasia del bambino, il cugino torna in vita con le sembianze del supereroe che diceva di essere, un “supereroe napoletano” coi poteri un po’ traballanti ma che aiuterà il bambino ad affrontare le vicissitudini della sua famiglia e ad accostarsi al mondo degli adulti.

In una Napoli anni ’70, fra minigonne, pantaloni a zampa di elefante, francobolli acidi, collettivi femminili e festini a base di droghe e alcol, prende vita questa favola tenera e surreale che segna il debutto dietro la macchina da presa di Ivan Cotroneo, scrittore affermato e già autore di grandi successi cinematografici e televisivi, come Mine Vaganti e Tutti pazzi per amore (la cui terza serie andrà in onda da stasera su rai uno). Opera colorata, originale, ben fatta tecnicamente con alcune scelte registiche e trovate visive parecchio interessanti come la classifica delle “tre madri” che fa Peppino, La Kryptonite nella borsa è una storia di crescita e formazione. Un percorso che non tocca solo al piccolo Peppino ma a tutti i protagonisti del film, e che passa anche per eventi tragici come morte e depressione, trattati però con leggerezza e senza mai perdere il gusto della risata. 

La fotografia dal sapore vintage di Luca Bigazzi esalta l’esilarante atmosfera dei seventies resa sullo schermo in maniera rigorosa e accurata anche grazie alla scenografia, ai costumi colorati e psichedelici e alla colonna sonora, che accanto alle musiche originali composte e orchestrate da Pasquale Catalano, contiene noti pezzi di repertorio da Lust for life di Iggy Pop, a Nun è peccato di Peppino Di Capri e Quand’ero piccola di Mina, Life on Mars di David Bowie, fino al tema portante These boots are made for walking, nella doppia versione italianizzata di Dalida, e in quella più moderna che accompagna i titoli di coda riarrangiata dai Planet Funk. A completare questo convincente esordio c’è un cast straordinario: Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Lucia Ragni, Sergio Solli. Intorno a questo gruppo di attori bravissimi e di esperienza, due giovani esordienti: il piccolo Luigi Catani alias Peppino, e Vincenzo Nemolato, il cugino Gennaro che si crede Superman. Ed è proprio all’improbabile supereroe che Ivan Cotroneo affida la morale del film: sii sempre te stesso e non vergognarti di essere un ‘esemplare unico’. Un elogio alla accettazione della propria diversità che sulle prime lascia interdetto il bambino, ma che un giorno da grande, gli tornerà utile per trovare la sua felicità. 

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