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Tassa sul cinema: da luglio 2011 il biglietto costa un euro in più


A partire da Luglio 2011 (e fino al 31 dicembre 2013), andare al cinema costerà un euro in più. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali hanno approvato l’emendamento del governo al decreto Milleproroghe 2011 che prevede un rincaro pari ad un euro sul costo del biglietto delle proiezioni cinematografiche italiane, ad eccezione delle sale parrocchiali. La misura, che dovrebbe fruttare al governo circa 45 milioni di euro nel 2011 e 90 milioni di euro negli anni completamente sottoposti a tassazione, ovvero 2012 e 2013, servirà a finanziare le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica italiana , e cioè tax credit e tax shelter. Un ulteriore emendamento al decreto prevede inoltre l’integrazione del Fus (Fondo unico dello spettacolo) di soli 15 milioni di euro a fronte della richiesta fatta dal PD di uno stanziamento di 150 milioni di euro.

La scelta del governo di finanziare fondi pubblici con il solo contributo degli spettatori non ha trovato consenso unanime nel mondo dello spettacolo. La preoccupazione maggiore è quella di un cortocircuito per la produzione italiana, che malgrado gli incentivi potrebbe vedere una diminuzione dell’affluenza di pubblico nelle sale. Mai come negli ultimi tempi la quota di spettatori del cinema è in costante aumento con picchi del 65% nel mese di gennaio 2011 che ha visto la produzione italiana affermarsi su quella americana. Una simile misura finirà per influire negativamente e interrompere questo trend positivo mettendo in crisi soprattutto quelle piccole sale cittadine già impegnate a fronteggiare l’avanzata delle multisale.

Inoltre, come osserva Paolo Protti, presidente dell’Agis-Anec: "Si finisce col far ricadere sullo spettatore quello che dovrebbe essere un contributo dato più che altro da tutti i soggetti che usano il prodotto cioè il film, quindi anche le tv a pagamento e i provider di internet". Senza contare che il sovrapprezzo approvato dall’emendamento appare a molti assai iniquo perché applicato nella stessa misura su tutti i biglietti a prescindere dal prezzo e questo vuol dire che se per un biglietto che costa 8/9 euro il rincaro è del 10%, per uno che ne costa 4 la percentuale di maggiorazione è addirittura del 25%.

Insomma si prospettano tempi duri per il Cinema in Italia.
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