31 mar 2016

Troppo Napoletano, una commedia romantica all’ombra del Vesuvio

Uscirà il 7 aprile, in tutte le sale campane, distribuito da 01 Distribution,  il film Troppo Napoletano che vede per la prima volta in assoluto Alessandro Siani nelle vesti inedite di produttore in collaborazione con Cattleya Lab di Riccardo Tozzi. Nel cast Gigi e Ross (comici di Made in Sud, al loro debutto sul grande schermo) e la talentuosa attrice napoletana Serena Rossi, diretti dal regista Gianluca Ansanelli.

Troppo Napoletano è un film ironico, leggero ma allo stesso tempo significativo, che scava nel profondo delle abitudini e delle caratteristiche del popolo partenopeo e di una città dalle mille sfaccettature e sfumature, che non accetta di essere confinata in una sola etichetta tanta è la varietà di colori, profumi e volti che la animano. E Napoli è più di uno sfondo a questa storia d’amore che ha per protagonista un bambino di 11 anni, il cui sguardo permette di scoprire la straordinaria realtà di questa città e dei suoi luoghi più iconici, dal Lungomare Caracciolo al Centro Storico, passando per il Vomero e il quartiere Sanità. “Si parla sempre del desiderio che hanno i napoletani di veder mostrata un’altra Napoli, ma non esiste un’altra Napoli – dice Alessandro Siani -, la verità è che Napoli è unica, siamo noi napoletani ad essere diversi”. Se nella duologia di “Benvenuti a….” le differenze raccontate erano quelle tra il Nord e il Sud del nostro paese, qui il concetto di “diversità” è messo in scena attraverso il primo tenero amore di un bambino del rione Sanità e una bimba altolocata di Posillipo.







SINOSSI. Quando l’ex marito, un popolare cantante neomelodico, perde la vita in un modo assurdo, Debora (Serena Rossi) riversa tutte le sue attenzioni sul figlio Ciro (Gennaro Guazzo, già protagonista con Siani del film Si accettano miracoli). Il ragazzino sembra così turbato dalla morte del padre, al punto da non mangiare più neanche il ragù domenicale. Un affronto per ogni mamma napoletana e per la sua in particolare, che angosciata e preoccupata, decide di portarlo da Tommaso (Gigi), uno psicologo infantile timido e imbranato. Il dottore scoprirà però che a turbare Ciro non è solo la perdita del padre, quanto la sua prima vera cotta d’amore. Così i due fanno un patto: Tommaso aiuterà Ciro a conquistare la sua amata compagna di classe, mentre lui gli darà una mano per farlo fidanzare con sua madre.

Buzzoole

Si può essere #tropponapoletano? No! Essere napoletano non è mai abbastanza. O lo sei, o non lo sei. Punto. Essere napoletano è un privilegio assoluto, è un modo di sentire, di vivere, unico al mondo. Durante la sua visita a Napoli, Papa Francesco ha detto "Anche se non è mai stata facile, la vita a Napoli non è mai stata triste!". Ed è così. I napoletani affrontano gli ostacoli e le difficoltà col sorriso sulle labbra; sono generosi anche quando hanno pochi spiccioli nel portafogli; sanno rialzarsi dalle cadute con dignità, reinventandosi in mille modi e rimanendo aggrappati alla. Una vita che non è sempre semplice, appunto. Da cui tanti scappano, pur rimanendoci attaccati a doppio filo. Perché le radici in fondo sono come un boomerang: puoi andare in capo al mondo ma alla fine ritorni sempre al punto da cui sei partito. 
Ecco, per me essere #tropponapoletano è amare questa città, esserne orgogliosi e difenderla anche da lontano, ma saper anche riconoscerne i mille difetti e non chiudere gli occhi di fronte ai suoi problemi. 




07 mar 2016

Il coraggio di essere Frida (Kahlo), il fashion project di Susi Sposito

Tutti possiamo essere Frida Kahlo. Tutti possiamo essere un’opera d’arte. 

Essere Frida vuol dire rifiutare l’omologazione rassicurante di una società che ci vuole tutti uguali agli altri. Significa guardarsi dentro, per scoprire che l’essere diverso, particolare, non è un limite ma la risorsa più preziosa che possediamo. Frida Kahlo era così. Un talento unico e speciale, una donna indipendente e passionale, autenticamente rivoluzionaria, che fece delle sue sofferenze e delle suo essere fuori da ogni convenzionalità, la forza per imporsi nel mondo dell’arte con quel suo stile intenso e struggente, che ne rispecchia la vita, simbolico e realista insieme che tuttora emoziona per la sua sublime crudezza. 

 A lei, icona indiscussa dell’emancipazione femminile e prototipo della donna moderna, la fashion designer napoletana Susi Sposito dedica "Il coraggio di essere Frida”, un fashion project che trae ispirazione dalla mostra “Todos podem ser Frida” della fotografa brasiliana Camila Fontanele de Miranda, curata da Sueli Viana De Micco e incentrata sul tema della diversità. E le opere della fotografa brasiliana saranno esposte per la prima volta a Napoli presso l’Atelier Albachiara di Via Toledo 329, a Napoli.  Per due settimane, dall’11 al 25 marzo, l’Atelier si trasformerà in una art gallery e in set fotografico, grazie alla performance fotografica dal vivo curata da Alessandro Tarantino che permetterà ai visitatori di calarsi nelle atmosfere variopinte del mondo creato da Frida Kahlo e reincarnarne lo spirito appassionato, indossando i modelli proposti da Susi Sposito. Per l’ccasione, infatti, Susi ha realizzato una collezione di abiti interamente ispirata alla bellezza autentica dell’artista messicana, una donna magnetica, forte e fragile allo stesso tempo: una natura lussureggiante fuoriesce dallo sfondo fino a decorare stoffe, materiali all’apparenza grezzi ma preziosi nella loro composizione come la seta buretta, scialli, frange, corpetti e gonne abbondanti, disegnati secondo lo stile messicano di inizio secolo scorso. 

Al team creativo collaboreranno: per il trucco, Marina Caragallo, giovane make up artist partenopea specializzata nel settore artistico, e per gli accessori Sara Lubrano, designer di gioielli che nelle sue preziose creazioni coniuga estro raffinato e manualità artigiana. 

 «Il coraggio di essere Frida» sarà inaugurato venerdì 11 marzo, alle ore 19, presso l’Atelier Albachiara, Via Toledo 329, con la straordinaria partecipazione di Maria Carmela Masi, storico dell’arte della Reggia di Caserta, e tanti ospiti a sorpresa. L’ingresso all’inaugurazione è su invito ma per i successivi giorni sarà possibile visitare la mostra «Todos Podem Ser Frida» gratuitamente dalle 11.00 alle 18.00 dal Lunedì al Venerdì. Inoltre resterà montato il set fotografico per gli scatti del progetto su prenotazione, sempre gratuiti.

18 ott 2015

I Boss del Recupero, su Fine Living non si butta via niente

Ogni mercoledì sera su Fine Living la squadra del Black Dog Salvage girerà in lungo e largo gli Stati Uniti alla ricerca di oggetti d’epoca da salvare, restaurare e rivendere

Di fronte ad una vecchia casa che cade a pezzi, molti non ci vedrebbero nient’altro che un cumulo di rifiuti da smaltire, in qualche modo. Non I Boss del Recupero, Robert Kulp e Mike Whiteside, fondatori e co-proprietari della società di salvataggio architettonico Black Dog Salvage. Perché nell’era del riciclo e del recupero tutto ha una seconda vita. Non si butta via niente e, ogni cosa, anche la più insignificante, può tornare utile. Grazie al loro infallibile fiuto per gli affari, Robert e Mike recuperano tutto il possibile da proprietà d’epoca prima che vengano demolite per sempre, aiutati  da uno staff tutto particolare, un mix perfetto di mente, cuore e muscoli, composto da: una Punk Band Star degli anni ’80, uno studente di ingegneria, un geologo, un ufficiale di marina, e un appaltatore.

Da un vecchio casale ad un cottage del 1892, passando per un vecchio cotonificio, un mulino in rovina e un lussuoso albergo degli anni ’20. Insieme gireranno in lungo e in largo gli Stati Uniti in una straordinaria caccia al tesoro che ci permetterà di rivivere il fascino del passato americano attraverso quegli oggetti che incontreranno sul loro cammino,  tesori vintage salvati dalla rovina e destinati ad avere una seconda vita. Diamanti grezzi che includono finestre, pavimenti, porte e altro ancora, che dopo essere stati restaurati, vengono rivenduti  a imprenditori edili e interior designer, e utilizzati per aggiungere un tocco di originalità e un pezzo del passato all’architettura moderna.

Quelli che non saranno venduti, invece, saranno trasformati dal team in pezzi unici: da un razzo proveniente da un luna park che diventa oggetto decorativo di un negozio, ad un’antica stufa Dixie trasformata in un vaso da fiori per esterni o una vecchia vasca riadattata per diventare uno splendido divano. A rallegrare il lavoro della crew del Black Dog Savage, non mancherà anche una mascotte davvero speciale, il cane Sally, l’ispiratrice del nome della società ma anche la protagonista di molte delle battute più esilaranti del team, compresa quella che ne è diventato il motto: “Tutto è in vendita….tranne il cane!.”

Le loro avventure tra vecchie cantine e solai di edifici d’epoca americani, arrivano su Fine Living (DTT numero 49), a partire da  mercoledì 14 ottobre, alle ore 22.00. Nei prossimi due episodi di I Boss del recupero, in onda il 21 ottobre,  Robert, Mike e il team di Black Dog salveranno l’hotel Robert E. Lee, lussuoso albergo risalente al 1926 e situato a Lexington, Virginia, e il Mulino Bent Mountain. Quali tesori avranno scovato?




23 giu 2015

I grandi set cinematografici in mostra al Castello Aragonese di Ischia

Dai Borghi alle grandi metropoli, il Castello Aragonese di Ischia ospiterà, dal 27 giugno al 4 luglio in occasione dell'edizione 2015 dell'Ischia Film Festival, una mostra fotografica curata da Antonio Maraldi che racconterà in immagini i grandi set cinematografici ambientati in Italia.

 Sin dal 2003 il festival di Ischia ha arricchito il suo programma cinematografico con mostre di grande pregio come “Costruttori di sogni” allestita con scenografie, costumi e bozzetti di grandi film e realizzata con l’associazione Scenografi e Costumisti italiani o la mostra personale del compianto Premio Oscar Carlo Rambaldi e la mostra fotografica realizzata con il Centro Sperimentale di Cinematografia. E ancora “Viaggio in Italia”, e “I luoghi della villeggiatura del cinema Italiano”. Per l'edizione di quest'anno nel suggestivo androne delle Clarisse, all'interno del Castello Aragonese, verrà allestita la mostra dal titolo “Le Citta del Cinema. Dai borghi alle grandi metropoli”, realizzata in collaborazione con il Comune di Cesena e il dipartimento Cinema.

Credit Photo: Ufficio Stampa Ischia Film Festival
 Da sempre romanocentrico il cinema italiano già da qualche decennio - grazie soprattutto alla nascita delle varie film commission regionali - ha cominciato a viaggiare con maggior frequenza lungo tutta la penisola, da nord a sud, scegliendo come location d'eccezione sfondi urbani diversi dalla capitale. La mostra di Maraldi vuole appunto rendere testimonianza di questo fenomeno, mettendo in esposizione foto che documentano set cittadini, accomunando Nord e Sud, grandi metropoli e centri più periferici, scelti da autori e registi quali scenari per raccontare l’Italia di ieri e di oggi.

 Le foto provengono dal fondo “CliCiak”, il concorso nazionale per fotografi di scena promosso dal Centro Cinema Città di Cesena, che ha celebrato quest’anno la sua diciottesima edizione. La mostra sarà visitabile da tutto il pubblico accreditato all’Ischia Film Festival dal 27 Giugno al 4 Luglio durante le serata di proiezione delle oltre 100 opere in selezione al Castello Aragonese d’Ischia.